Israeliti e Hyksos

Israeliti e Hyksos. Ipotesi sul II Periodo Intermedio d’Egitto e la sua cronologiaKimerik, 93010067_2472201163090145_623407502217707520_nPatti (Me), 2016.

Di Andrea Di Lenardo

 

 

Di cosa parla il tuo libro?

Il libro, un saggio storico, anaizza il racconto biblico dei Patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe-Israele e Giuseppe, cercando di distinguere gli elementi mitici da un ipotetico nucleo storico, che ritengo di aver ritrovato nel II Periodo Intermedio d’Egitto, quando genti di lingua semitica si instaurano nel nord dell’Egitto capeggiati dagli Hyksos.

Un frammento del libro:

«Gli Hyksos si impadronirono progressivamente del potere sulla zona del Delta. Nonostante si pensasse un tema a un’invasione repentina, oggi si è maggiormente propensi a ipotizzare un progressivo consolidamento del potere in seguito a graduali migrazioni di genti, prevalentemente di origine semitica. Anche la Bibbia lascia intendere che i pastori semiti, nome questo, “pastori”, con cui Manetone designa proprio gli Hyksos, entrarono in diverse ondate in Egitto (Gn. 37, 25; 42, 1-38; 43, 1-34; 44, 1-34; 45, 1-28; 46, 1-34; 47, 1-12).

Partendo da Avari avanzarono poco a poco verso Menfi, seguendo la riva orientale del Delta. Si fissarono poi a Farasha, a Teòò el-Yehudiyeh (da Yehouda, Giuda in ebraico, figlio di Giacobbe-Israele), una ventina di chilometri a nord di Eliopoli (Nicolas Grimal 1988/2010: 201, Storia dell’antico Egitto, Mondadori, Milano). Gli Hyksos presero il potere nel nord al tempo del loro re Saliti (versione, questa, del nome riferita da T. Flavio Giuseppe, Contro Apione I) e al tempo del faraone egizio Tutimaio, secondo Manetone (Storia d’Egitto I; ibid.). Tutimaio (Tutimaios in greco) corrisponde, secondo l’egittologo prof. Nicolas Grimal, a Dedumesiu I, l’ultimo sovrano della XIII dinastia attestato su monumenti a Tebe, Deir el-Bahari e Gebelein. La sua dinastia non si estinse, ma i successivi re avranno soltanto potere locale, che del resto scomparirà definitivamente di lì a breve (Grimal 1988/2010: 201). A Dedumesiu I seguirono Dedumesiu II, Senebmiu, Djedkara e Montuemsaf (ivi: 202)» (pagina 29).

Quando e come è nata l’idea per il tuo libro?

Lavoravo a queste ricerche da quando ero adolescente, da quando mi ero imbattuto negli Hyksos in un libro che leggevo. La passione per l’egittologia è nata quando avevo circa cinque anni e mio nonno materno mi regalava un’enciclopedia a fascicoli della DeAgostini, dal titolo Egittomania. È venuto spontaneo metterle per iscritto. Le ho lasciate “riposare” per qualche anno, prima di dar loro la stesura definitiva.

Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

Per quanto riguarda la scrittura, l’ho sempre amata. A sei anni, in prima elementare, appena imparato a scrivere, iniziai a comporre dei racconti che aveva come protagonisti i personaggi classici della Disney, Topolino, Minni, eccetera. Tra i nove e i tredici anni scrissi un romano fantasy, mai pubblicato, intitolato Sigfrid. Il viaggio, e stesi il canovaccio per un seguito.

Come definiresti la tua esperienza da autore?

Amo scrivere di questi temi, mettere nero su bianco le mie ipotesi. Soprattutto è il momento del confronto che mi piace, delle conferenze, delle presentazioni, dove i lettori o comunque il pubblico possono fare domande, eventualmente critiche, dove si può sviluppare un dibattito insomma.

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