Ali ai piedi

Ali ai piedi – Youcanprint (cartaceo)/Amazon (kindle)Ali ai piedi

Di Veronica C. Aguilar

 

 

 

Di cosa parla il tuo libro?

Sar è una ragazza che sogna di fare musica, ma un dramma le fa perdere la famiglia, la voce e un piede. Scopre di avere una zia all’estero che è la direttrice di una scuola dell’arte dove studenti e professori sono persone “speciali”, ossia invalidi, ex alcolisti, ragazze madri e persone che hanno perso qualcosa e che cercano, nonostante ciò di realizzarsi e aiutare gli altri a farlo.

Un frammento del libro:

Parole. Le diciamo, le scriviamo. Se si limitano a essere solo questo, a volte perdono di significato. La cosa che dovrebbe essere naturale fare, sarebbe non dargli importanza. Ma chi sa perché, per uno strano meccanismo della nostra testa, gliela diamo eccome. Ci feriscono, feriamo. Esprimiamo amore, esprimiamo odio. La maggior parte delle volte, però, le interpretiamo. A modo nostro. Gli diamo una chiave di lettura tutta nostra, a seconda delle esperienze che abbiamo vissuto in passato. Una persona a cui voglio bene, mi insegna che dovremmo imparare a dar loro il significato letterale. E se abbiamo qualche dubbio, invece di giudicare, dovremmo chiedere. Del parlare, purtroppo, facciamo un cattivo uso. Spesso anche dello scrivere. Fiumi di parole che feriscono e che poi restano semplicemente quello che sono: parole, sulle quali noi costruiamo il NOSTRO significato. E così finiscono i rapporti. Non si parla, si vomitano parole e basta. Non si chiede, si interpreta, si giudica. Le parole di Stefano mi avevano ferito. E nella mia testa c’era tutto un film. Una mia interpretazione delle cose. Ma la realtà era un’altra.”

Quando e come è nata l’idea per il tuo libro?

Dopo la fine della storia con il mio ex. Ho trasformato il suo e il mio dolore in un qualcosa che possa essere utile per il prossimo. Ho trasformato il dolore in arte. A lui questo piace molto. Dopo il suo incidente, ha perso il piede e pensava di non poter essere più felice e invece… seppur vite in vite separate, siamo entrambi felici e ci sentiamo ancora. Ali ai piedi parla di questo. Della rinascita di una persona, dopo il dolore.

Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

Ero una bambina molto sola, timorosa del mondo, taciturna. Non avevo amici e per evitare di impazzire, chiusa dentro le quattro mura di una stanza, ho cominciato a leggere e poi a scrivere. Immaginavo mondi, li vivevo e poi li mettevo su carta. Così facendo viaggiavo sempre ed ero piena di amici. Ho stato prima uno sfogo per non affogare nella solitudine, poi è diventata terapia e poi è diventato uno strumento per conoscere delle persone veramente eccezionali. Adesso, sono logorroica e piena di persone.

Come definiresti la tua esperienza da autore?

Faticosa, ma appagante e soddisfacente. Anche se in Italia, ormai, noi autori restiamo spesso in un angolo e come nel mondo del lavoro comune, si va avanti solo se si ha la spinta giusta.

 

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